Questione di… carattere!

Il tipo di carattere o font è un insieme di caratteri tipografici caratterizzati e accomunati da un certo stile grafico. I font sono veri e propri compagni di vita per un grafico. La scelta del carattere giusto in una composizione grafica, è quasi alla base di tutto. Per farla breve… sono un po’ come le armi di fiducia di un guerriero, ti accompagnano ogni giorno nella battaglia creativa.  Per questo la prima regola, la più importante tra tutte, è scegliere e tenere nel proprio “FontExplorer” solo quelli utili e amati – oltre a quelli basic – per non creare troppa confusione nella fase di ricerca e creazione. Ma l’amore non basta, neppure se si parla di un semplice carattere tipografico! Al font serve soprattutto una caratteristica fondamentale: deve essere efficace.

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Quali sono i font più efficaci in comunicazione?

La cosa più importante nella scelta di un carattere è, senza ombra di dubbio, la leggibilità. Ad esempio, se si tratta di testi lunghi è consigliabile un font che appartenga ad una delle due macrofamiglie dei font: quelli cosiddetti “con grazie” (Serif) e quelli senza, anche detti “a bastoni” (Sans Serif). I Serif sono caratterizzati da piccole appendici alle loro estremità. Lo scopo di queste appendici è quello di facilitare il lettore nella fase di passaggio da una lettera all’altra. I Sans Serif invece sono più essenziali e lineari… e ovviamente, privi di grazie. Tra questi ce n’è uno in particolare molto gradito a noi del mestiere e si tratta dell’Helvetica. Ovviamente, nulla vieta di usare dei font calligrafici o più “arzigogolati” come i corsivi inglesi… Ma io personalmente li consiglio – soprattutto questi ultimi – per cose molto brevi, come titoli se inseriti in un contesto che può essere un libro o in lavorazioni di un certo tipo, ad esempio inviti ufficiali, attestati, partecipazioni di nozze o battesimi. Tornando alle nostre due macrofamiglie, in linea generale, i caratteri con grazie sono facili da trovare nei libri e nei giornali. Esempi di caratteri con grazie sono Times New Roman, Garamond e Book Antiqua. Menzione speciale per il Bodoni e il Bauer Bodoni che sono tra i graziati che porto nel cuore. I caratteri a bastoncino sono invece maggiormente adatti a locandine, manifesti e tutto ciò che debba essere veloce da leggere anche da distanze considerevoli. Infatti, si caratterizzano per essere molto più leggibili a distanza rispetto ai caratteri con grazie.

Altri aspetti fondamentali nella scelta di un font efficace sono l’estetica e l’umore. Per estetica non s’intende certo se è bello o brutto, ma se ben si adatta alle aspettative estetiche del pubblico con cui quel font andrà ad interagire. Ad esempio, se siete una compagnia assicurativa, farà al caso vostro un carattere della famiglia dei graziati. L’umore di un font è qualcosa di fortemente condizionato dal messaggio che viene percepito. Ad esempio un carattere può trasmettere delle sensazioni di eccitamento, di panico o di rilassatezza. Quanti di voi seguono la mia paginetta Facebook?! Nei mie post uso spesso il Cardenio Modern, a sottolineare l’aspetto sarcastico e burlone delle immagini che pubblico (vedi immagine qui sotto).

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Importante nella scelta di un font è anche la “moda“. Come in tutto, anche tra i caratteri possiamo trovare quelli più popolari e in voga del momento. In questo caso è sempre molto utile essere sempre aggiornati ed avere un occhio di riguardo verso gli altri colleghi per essere sempre al passo. Può essere utile anche creare una lista personale di font che ci hanno garantito i migliori risultati professionali e aggiornarla di volta in volta con le migliori “scoperte” in questo ambito.

Le combinazioni.

Una menzione di riguardo è per le combinazioni di font. Se ti serve usare più di un font ma hai comunque bisogno di ordine e di veicolare il messaggio da trasmettere attraverso un unico “umore”, puoi puntare su font della stessa famiglia. Se vuoi dare un po’ di movimento invece puoi abbinare due font anche totalmente diversi tra loro. Fondamentale è non usare più di due font e fare una cozzaglia di caratteri. Il risultato sarebbe davvero poco elegante. Se non hai idee, punta sempre sulle combinazioni standard. La più celebre è senza ombra di dubbio l’accoppiata Georgia (Serif) più Helvetica (Sans Serif).

In conclusione.

Ricordiamoci che ogni font parla la sua lingua. Alcuni caratteri sono adatti per tutti i tipi comunicazione, altri invece sono adatti solo per realizzare certi tipi di messaggi, altri ancora hanno natura prettamente decorativa e vengono utilizzati perciò solo per realizzare un logotipo o un titolo.
Quando viene utilizzato un font non adatto, vi è la possibilità che venga trasmesso un messaggio sbagliato. Scegliere un font senza cognizione o solo per la sua estetica, può rendere non solo il testo difficile da leggere ma peggio ancora veicolare un’idea sbagliata.

Queste ovviamente sono solamente delle linee base, qualche nozione puramente tecnica. Una volta apprese le regole che stanno alla base il mio consiglio è: SPERIMENTATE E ROMPETE LE REGOLE. Citando un grande pubblicitario, quale Bill Bernbach, “Le regole sono ciò che gli artisti rompono; ciò che è memorabile non è mai nato da una formula”.

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